La nascita delle credenze

Questo lungo post è la raccolta di una serie di 10 riflessioni apparse nella mia pagina facebook personale.
l’intento originale era utilizzare dei fatti, a volte poco conosciuti,
per mostrare come la nostra mente abbia di default la tendenza a credere e illudersi.
ci tenevo a fare questa serie di riflessioni per tanti motivi,
la base è fermarci un istante a pensare a come siamo condizionati e condizionabili,
e a come mantenere una mente chiara sia fondamentale per la nostra crescita.
alla fine è questo Yoga Destrutturato:
mettere in discussione e approfondire,
per togliere ciò che non serve o ritrovare con maggior forza quello che rimane.
se vi va di leggerle, mi farebbe piacere sentire le vostre riflessioni.

i giocatori di baseball sono estremamente superstiziosi quando sono alla battuta, molto meno quando lanciano.
questo perché un lanciatore ha una percentuale di riuscita del 90-95%.
un buon battitore sbaglia 7 volte su 10.
quando siamo sotto pressione la nostra tendenza a vedere degli schemi dove non ci sono aumenta
(la nascita delle credenze #1)
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skinner mise un piccione in una scatola, con un meccanismo che distribuiva cibo con un timer.
quando il timer venne impostato su “random” il piccione iniziò a mostrare comportamenti strani:
in pratica ripeteva in maniera ossessiva l’ultimo gesto che avva fatto prima della “ricompensa” di cibo.
in altre parole cercava degli schemi (il cibo è uscito quando ho fatto un giro e mezzo su me stesso,
questo deve essere il meccanismo che lo fa scattare!) anche quando non c’erano.
il nostro cervello è progettato per trovare schemi.
(la nascita delle credenze #2)
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Un ominide nella preistoria sente un rumore venire da un cespuglio.
Pensa: a) è il vento; b) è un predatore. Se penso che sia il predatore e invece è il vento, nessun problema,
sono solo più attento e guardingo, e magari son scappato via.
Se penso che sia il vento e invece è un predatore, sono appena diventato il suo pranzo.
Quali ominidi si riprodurranno? Quali geni andranno avanti?
Noi discendiamo da coloro che tendevano a vedere non solo uno schema ma un agente,
“qualcuno” dietro i vari fenomeni naturali.
(La nascita delle credenze #3)
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Esperimento: si prende un bambino, lo metti in una stanza e gli dai delle palline di velcro,
di quelle che rimangono attaccate al bersaglio apposito, quando le tiri.
E dici al bambino: ok il gioco è questo: prova a fare più centri possibile con queste palline,
ma tira dando le spalle al canestro e lanciando le palline da sopra la testa.
Ah, io esco che devo fare delle cose, quando torno vediamo quanti centri hai fatto.
L’esaminatore esce, il bambino ovviamente va direttamente al canestro con le palline e le attacca direttamente.
Secondo esperimento, uguale al primo, ma alla fine l’esaminatore dice
“io eeco che devo fare delle cose, ma su questa sedia che vedi c’è la principessa Ann,
lei è una principessa invisibile che vede tutto quello che fai.
Quando l’esaminatore esce, nessun bambino attacca le palline al bersaglio
ma tutti provano a tirarle secondo le regole del gioco.
L’idea di una entità che ci controlla cambia il nostro comportamento:
questo condizionamento inizia prestissimo nella nostra formazione,
i nostri cervelli si sono evoluti con l’idea di un “agente”.
(La nascita delle credenze #4)
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un ipnotista fa un esperimento sul palcoscenico con dei volontari.
dopo averli messi in trance, gli dà un comando post-ipnotico: aprire un ombrello al suo comando.
dopo essere usciti dalla trance, al comando dell’ipnotizzatore, tutti aprono l’ombrello.
la cosa interessante è che alla domanda “perché hai aperto l’ombrello?”,
ogni soggetto ha risposto in modo diverso:
“volevo vedere la marca”, “volevo vedere se funzionava” o simili.
l’essere umano tende a razionalizzare i suoi comportamenti irrazionali.
(la nascita delle credenze #5)
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alzi la mano chi ha voglia di “cibo spazzatura”. ora alzi la mano chi ha voglia di broccoli.
nella nostra formazione si sono evoluti dei meccanismi che ci portano verso cose che erano importanti e rare:
gli zuccheri, grassi, sale. il mondo di oggi crea delle situazioni (fast food, fritti, ecc)
che utilizzano, hackerano quei meccanismi con stimoli eccessivi.
i nostri sistemi di credenza non hanno un’area predisposta nel cervello,
ma allo stesso modo del cibo spazzatura, “hackerano” dei programmi cognitivi già presenti –
la capacità di avere conversazioni nella nostra testa, la tendenza a personificare eventi naturali
(la nascita delle credenze #6)
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Ci sono delle formiche che si arrampicano su un filo d’erba,
magari cadono giù, tornano ad arrampicarsi e così via
fino a che raggiungono la punta più alta e la mordono per rimanere attaccate ad essa.
Semplicemente rimangono lì senza muoversi, anche lasciandosi morire.
A cosa si deve questo comportamento così strano? Cos’hanno in testa queste formiche?
Ecco, questa pare proprio essere la domanda giusta.
C’è un fungo che infetta queste formiche, cresce nel loro cervello e modifica il loro comportamento.
Il motivo è che lo stadio successivo della vita di questo fungo deve essere passato nello stomaco di un bovino.
Allora il fungo utilizza la formica (chiamata formica zombie) per riprodursi.
Chissà, magari se la formica avesse un livello di coscienza più alto
riuscirebbe a razionalizzare anche questo suo comportamento…
(La nascita delle credenze #7)
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oggi quando si legge “meme” si pensano a faccine strane su internet,
a foto di maurizio costanzo che storpia parole o immagini simili.
eppure la parola ha un senso più ampio e a mio avviso interessante.
nel 1976, nell’ultimo capitolo del suo fantastico libro il gene egoista,
richard dawkins introdusse per la prima volta il concetto di meme.
dopo aver spiegato nel suo libro come il dna,
nel suo costante sforzo di replicarsi verso la potenziale immortalità, facesse il possibile per sopravvivere
– e da qui la nostra evoluzione –
dawkins puntualizzò che una situazione del genere non aveva per forza bisogno di molecole.
qualunque replicatore avrebbe lo stesso comportamento.
anche una canzone, o una moda agiscono in maniera simile.
io canticchio, qualcuno mi ascolta e l’informazione passa pressoché immutata.
entrano in campo meccanismi per mantenere l’informazione
(pensa a una moda, se non la segui sei “out”)
e se l’idea è abbastanza forte, e i suoi meccanismi potenti o capaci di cavalcare altri “programmi”,
allora la sopravvivenza del meme è assicurata.
anche una idea è un meme. pensa per quante cose pensiamo sia giusto e onorevole morire.
l’idea di libertà ha spesso bypassato il nostro programma base di sopravvivere a qualunque costo.
vi vengono in mente altri meme culturali? 😉
(la nascita delle credenze #8)
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Oggi vi parlo di emily rosa, una ragazza di nove anni (nel 1996 credo)
che fece un esperimento scolastico per la fiera della scienza
(sapete quelli che vediamo nei film americani, con i vulcani di cartapesta e gli studi su come crescano i fagioli).
Lei peró scelse un altro argomento. C’era una forma di simil pranoterapia che si chiamava therapeutic touch,
nel quale i praticanti asserivano di poter sentire il campo energetico umano
e potevano attraverso le loro mani manipolare quello delle altre persone, curando ogni tipo di malattia.
Emily chiamó dei praticanti di questo therapeutic touch e codificó un esperimento estremamente semplice.
Prima chiese loro se riuscivano a sentire il campo energetico della sua mano e ovviamente la risposta è stata sì.
Al che, semplicemente, ha messo una tendina che coprisse alla vista la sua mano e quella dell operatore.
Da quel momento la percezione del campo di energia umano si è stranamente drasticamente abbassata,
sotto il livello dell indovinare a caso…
L’esperimento scolastico è diventato un articolo per una famosa rivista scientifica peer reviewed
ed emily la più giovane ad aver mai pubblicato un articolo scientifico!
Sono bastati una bambina di nove anni e un po’ di stoffa.
Ah e ovviamente la voglia non comune di capire le cose come stanno (ma è stoffa pure quella).
Come nella storia “i vestiti nuovi dell imperatore”, la nostra mente ci ferma a realtà di comodo,
che ci rassicurano o che ci danno gioia. E ci inganniamo di continuo in questo senso.
Serve uno sguardo aperto e innocente per andare oltre e vedere la realtà così com’è…
(La nascita delle credenze #9)
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Conoscete la frase “dio è morto”?
Sapete che dio è morto davvero… Nel 2005?
In quella data moriva sathya sai baba, il guru indiano ricciolutissimo stile jackson five
(non me la sono sentita di mettere una sua foto qui) che si autoproclamava dio.
Predicava l unione di tutte le religioni, pace armonia e fratellanza.
Seguito in tutto il mondo da milioni di persone di ogni ceto razza e livello di istruzione.
Le sue opere filantropiche sono senza precedenti.
Ha costruito ospedali e scuole dove istruzione e cure vengono donati gratis, acquedotti che servono milioni di persone.
Milioni di persone sono arrivate da tutto il mondo in occasione del suo 80 compleanno,
occasione in cui è stato servito continuamente cibo gratis per tutti.
Vabbè, direte, sarà stato un filantropo e forse maestro spirituale, ma come osa definirsi dio?!?
Peccato che questi milioni di persone da tutto il mondo lo abbiano visto costantemente fare miracoli su miracoli.
Tutta la gamma di miracoli biblici è stata coperta: immacolata concezione, apparizioni, bilocazioni, levitazioni, cure miracolose e resurreZioni.
Milioni e milioni di persone come testimoni oculari…
Lasciamo per qualche istante sedimentare questi concetti…
Ora vorrei che ognuno di noi si facesse una domanda:
Quanto poco crediamo alla realtà dei suoi miracoli?
Quanto sonno perderemo sul fatto che dio era qui sulla terra solo pochi anni fa e lo abbiamo mancato?
Perchè resoconti miracolosi sentiti raccontare da terze persone,
in un periodo in cui poteva decisamente essere più facile credere in un miracolo
(visto che si conosceva molto meno del mondo), e arrivati a noi attraverso un libro
hanno per molta gente più forza degli stessi miracoli
visti da un numero incredibilmente più alto di persone della nostra epoca e con la nostra formazione?
a volta l’erba del vicino è sempre meno verde…
(La nascita delle credenze #10)


Categories: Yoga destrutturato

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